Grunge

Si chiude un ciclo,
si apre un'
isteresi.
Un impulso cieco
bobina l'induttanza.
Splende il solenoide,
si alternano trasformatori
e dinamo.

Oscillo tra la vita
e Lagrange.

Far a day

Calpesto condensatori
fragili e bioetici.
Momenti
magnetici.
Il sole coefficiente
permea la mia esistenza
concatenata,
la mia vita si misura
in Joule.

Ho fatto un'esperienza di Faraday.

Il Paolo del Villaggio

Piove.
Crogiuolo pleonastico
di lamelle salmastre
su anima e corvo.

Piove.
La feta allegra
svezza via ogni
Paolo selvatico.

Odore di grappa

Apri,
gracile arbusto
l'aurora ridente
d'un gremito fusto.

Irraggia grano
al grano una croce.
Non c'è più pace.
Ed è subito derby.

Passata di campagna

Gatti spalmati
sul divano d'un grattacielo
brulicano piano.
Gratti all'arrabbiata,
non senti che sfavilla?

Pesto genoveffa
aglio e maggiorata.

Tommy in scatola.

Miopia

Gatti infinitY
per l'anticamera
del Cervo Nello.
Bruciano
Matteo, Maria e Boiardo
lacci di vita.
Teribbile;
partY in piscina
e arrivi a mare.
C'è Scamarcio in
quella barca?

3 + 2

Il direttore d'orchessa
va in archivio
- Attenti Alcmane! -
dice il padre,
- potrebbe scivolarsi,
perdersi,
catarsi -

Può darsi.
Piove
tafferuglio danzante,
risciacquio sonoro.
La spoglia, funesta,
balla nuda
sul due di oro.

C'è il tre più due
al Banacher.

Odo un Kant
da più molto lontano:
Era Beckenbauer.

Merdatterra

Fermati.
Non fare un altro passo,
ma guarda il mare mosso.

Attesa

È Giugno quasi Aprile.

Etna

Nubifragi di scoiattoli,
bolle di sapore
dolci,
fraudolente.
Oppio di una mente
lenta.
Rallenta, c'è l'alba.
Attraversa la Standa
in un istante,
insetto stanco,
deambulante.
Più non ha rifugio…

Trafile gnomiche di un Torquatotasso.
Tartaglia imbavaglia sull'Ascoli-Piceno.
Terribile.

È grasso e basso e fa il gradasso
E squaglia e sveglia e sguazzaglia.
E l'opre suo sempia ormai

Sapienza.

Ciboveloce

Vivo una realtà
apparente, fulminante, dissonante.
V'assoio subito
Hamburger con doppio diesis
e salsa antartica,
Coke Fitzgerald Kennedy,

Ponti di aceto balsamico,
McModerano il mio respiro.

Che cazzo ho mangiato?

Ghettizzazione di una Metropoli

Vallettopoli.
Calciopoli.
Monopoli.
Poliptoto, Polisindeto, Polinesia.
Tergicristallo, sferzacavallo, chicchirichi! (verso del gallo)
Uno due tredici ventisangenovese.

Uno.

Guardo di lato,
vedo un cespuglio
poi penso appunto
è Luglio
e me lo appunto.
Raccolgo un foglio
di scatto
lento
c'è un gatto,
distrutto,
distratto,
ho tamponato
violento.
Guardo poi intorno
sguardo assente
nella mia mente
è giorno,
c'è certa gente
certamente
incurante
di un passante
morente
in attesa,
stremante,
della sua resa.

Due.

Rido dal balcone
senza una ragione.
Sono privo
di un motivo,
ragiono:
sono vivo.
Arrivo,
bevo meno,
vedo Claudio Bisio.
Cago
ma con gaudio,
c'è il diluvio
cado fluido
al plenilunio.
All'una è presto
passa il treno,
pasta al pesto
e un po' di pollo,
pollo arrosto,
resto solo
poi mi arresto
non mi vesto
resto nudo
sul terrazzo
dico:
“carlo, che imbarazzo!”

Allora scrivo,
rido ancora
poi mi pento,
ho pianto tanto
- non ti sento,
cos'hai detto? -
Ho detto stanco
sono stanco
poco o tanto non importa
sto alla porta.
Ascolta,
questa volta
resta poco alla mia testa,
mi si annebbia anche la vista,
prende fuoco
ed è tempesta.